“La Fondazione Idis-Città della Scienza è una giovane comunità che vive e lavora in una vecchia fabbrica chimica, recuperata con elegante operazione di archeologia industriale e affacciata sul golfo di Napoli, sotto la collina di Posillipo, tra Nisida e Bagnoli. Sessantacinquemila metri quadri su cui si distende la più moderna interpretazione di un concetto (anzi, di un valore) che è uno degli elementi fondanti della costituzione mai scritta ma operante da almeno quattrocento anni nella Repubblica della Scienza: comunicare tutto a tutti, per rendere il sapere scientifico un bene a disposizione non di questo o di quello, ma dell’intera umanità. La Città della Scienza, creata dal fisico Vittorio Silvestrini a Bagnoli, in un’area industriale dismessa, è il primo esempio di riconversione perfettamente riuscita, e ospita il più grande e innovativo museo hands on d’Italia, uno dei più grandi e innovativi musei interattivi d’Europa. Ma Città della Scienza è anche e soprattutto un luogo in cui la diffusione informale e democratica del sapere scientifico diventa la leva per un nuovo sviluppo economico. La storia della Fondazione Idis-Città della Scienza è storia della costruzione, nel Mezzogiorno d’Italia, di un nuovo modello generale di sviluppo: un modello culturale ed economico per sottrarsi al declino ed entrare nella Società della Conoscenza.”
Tratto da La Città della Scienza (Storia di un sogno a Bagnoli) di Pietro Greco
Nell’epoca della knowledge-based society, i luoghi di cultura con le nostre caratteristiche acquistano una valenza centrale per la diffusione della cultura scientifica e del potenziamento della ricerca. All’industrializzazione e socializzazione crescenti della scienza – la cosiddetta condizione post-accademica della scienza – non corrisponde, infatti, un altrettanto deciso sviluppo della diffusione di sapere scientifico nella società. L’Italia è uno dei paesi in cui si registrano i ritardi più forti nel processo di divulgazione e di alfabetizzazione scientifica. Alla “società basata sulla conoscenza” continua a sovrapporsi la “società senza conoscenza”. Noi rientriamo in quelle nuove categorie di catalizzatori scientifici/culturali/ricreativi, dinamici e capaci di rispondere alla complessità contemporanea e colmare questo divario. Siamo una struttura in grado di trasformarsi e reinventarsi al fine di rappresentare, raccontare e trasmettere un sapere dinamico: la scienza in senso ampio e il legame tra questa e la società.